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Storia del Monastero di San Giovanni Theristis

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Influenza Bizantina nella Vallata dello Stilaro

1-Monte_Consolino_2015-10-10

2-Monastero di San Giovanni TheristisIl Sacro Monastero di San Giovanni Theristis, si trova nelle campagne del Comune di Bivongi, in una zona a cavallo tra le fiumare Stilaro ed Assi, di fronte alle ripide pareti del monte Consolino; quest’area, che è denominata “Vallata Bizantina dello Stilaro”, fa parte degli insediamenti ascetici nati sulle pendici del Consolino e delle colline circostanti tra l’VIII ed il XII secolo.

3-Imperatore_Leone_III_di_Bisanzio_2015-10-10Durante quel lungo periodo, in quest’area, come in Calabria ed in Sicilia, si stabilirono, nel tempo, monaci greco ortodossi costretti a fuggire dall’Impero Romano d’Oriente a causa dell’editto imperiale, dell’anno 726, emanato dall’Imperatore Leone III di Bisanzio, che decretava l’eliminazione delle immagini sacre.
Il motivo di questo editto era duplice: religioso, per eliminare l’idolatria che in quel periodo condizionava la popolazione, istigata dai monaci nell’adorazione delle icone che loro stessi commerciavano; politico, per impossessarsi dei beni della chiesa che non pagava tasse all’Impero. 7-Guerre_Arabo-Bizantine_2015-12-04
Altra causa della migrazione dei monaci furono le innumerevoli guerre di conquista dell’Impero Orientale da parte degli arabi, che iniziarono nel 634 e durarono fino al 1169.



Così ce ne parla Fulvio Calabrese:  

8a-Impero_Bizantino_nell'anno_717_2015-10-10Il crescere della potenza islamica e la sua progressiva espansione nel bacino del Mediterraneo, costrinsero monaci ed eremiti ad abbandonare nel corso del secolo VII, l’Oriente cristiano 9-Patriarcato_Ecumenico_di_Bisanzio_2ed a trovare rifugio nella vicina Calabria, che per le caratteristiche geomorfologiche, ricordava loro le terre d’origine. Grazie alla venuta di questi asceti, moltissimi furono i monasteri e gli oratori edificati in tutto il thema, considerato un nuovo punto d’irradiazione della cristianità, e numerosi quelli costruiti nella stessa vallata dello Stilaro, dove, fra il secolo X ed il XII, vennero fondati ben 44 luoghi di culto tra laure, cenobi e monasteri. Tali insediamenti erano abitati da diversi monaci così forniti di cultura, spiritualità e ascetismo, da far definire questa zona la Terrasanta del monachesimo greco – ortodosso in Calabria.

11-Monaci_eremiti

Thema

13-Cenobio _di_Sant'Elia

Cenobio

12-Laura della Pastorella

Laura della Pastorella

In questa zona della Calabria, che rientrava ecclesiasticamente sotto la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico di Bisanzio, tutto è ispirato al monachesimo ed al mondo bizantino sviluppatosi, grazie ai monaci Basiliani, tra l’VIII ed il XII secolo.15-Vita _monacale

I monaci basiliani, che giunsero in Calabria, cercarono riparo e protezione tra i boschi e le montagne prossime al mare; una di queste aree, fu la vallata dello Stilaro dove il Monte Consolino e le montagne circostanti furono un rifugio sicuro per i monaci. 16-Eremo_di_ Monte_Stellasi rifugiarono in eremi e laure per pregare e meditare da soli, riunendosi poi in luoghi ed edifici (cenobi)
per vivere una vita di relazione, spirituale e pratica tra loro, ed anche con le popolazioni circostanti; infatti questi Cenobi erano vicini alle città per permettere di relazionarsi, aiutando i poveri ed i bisognosi trovandogli lavoro, nella comunità basiliana, assistendo i malati e gli orfani.

Storia del Monastero di San Govanni Theristis

23-S.G.Th., Ambrogio e NicolaQuando San Giovanni arrivò su queste terre intorno al 1050, Il Monastero era ancora un’umile ed ignorata fondazione monastica basiliana, il cui Cenobio di pianta quadrangolare accoglieva due Santi monaci Nicola ed Ambrogio.

dal 1100 al 1662

Divenne meta di pellegrinaggi, dopo che il luogo fu nobilitato dal lungo soggiorno e dal sepolcro di S. Giovanni Theristis.

26-Contessa_Adelaide_del_VastoIl primo documento che parli esplicitamente del monastero è un diploma di concessione del settembre del 1110 col quale la contessa Adelaide del Vasto, moglie di Ruggero I e reggente del figlio Simone gli concede, nella persona dell’Abate Bartolomeo, una vasta estensione di terreni, di boschi, e due uomini.

Pochi anni dopo (1115) il signore di Stilo riconosce il diritto del monastero sul quarto dei diritti di pesca sul mare e di caccia nei boschi.

27- Papa_Callisto_IILa chiesa abbaziale voluta dal re normanno Ruggero II, consacrata il 24 giugno 1122 da papa Callisto II, è una tipica costruzione a croce latina di età normanna.28-pianta del Katolikon

29-Ruggero_IIUn diploma del re Ruggiero II del 1149 , munito del suggello regale, conferma la donazione fatta dal padre, il conte Ruggero I, descrive i confini e li rende ancora più ampli. La motivazione del dono è esplicitamente espressa in un paragrafo che dice: “mancando del necessario il tempio del padre nostro S. Giovanni, lo costituiamo abbondante ecc.” Esisteva dunque già allora una chiesa piccola, intitolata a S. Giovanni, e contenente le sue spoglie, per cui il Santo fu contemporaneo di Ruggero I e morì prima di lui.

Nel 1154 il monastero si arricchisce di altre terre per la liberalità del monaco Dionisio, figlio di Pietro Cerice.

31- Maria_d'UngheriaRegina_di_NapoliNel 1320, Maria d’Ungheria, Regina di Napoli
elargì nuove concessioni al monastero, secondo quanto certificato in un documento dell’antica biblioteca dei Basiliani in Roma.

Il Monastero è stato uno dei più fiorenti cenobi greci fino al 1400 circa, tempo in cui è iniziato un periodo di decadenza, mentre in particolare nel 1457, da una ispezione pontificia, si evince che il Monastero era ancora economicamente fiorente.

Intorno al 1550, il Monastero, aveva ancora una biblioteca ricca di reliquie e di manoscritti di pregio, che furono in seguito assorbiti dalla Biblioteca Vaticana.

A questo proposito non va dimenticato, che nel periodo aureo della vita del monastero gli archimandriti non solo ebbero cura di arricchire la biblioteca di preziosi manoscritti ma, nella tranquilla solitudine di quei boschi, s’era anche venuta formando una piccola scuola di amanuensi.” (P. ORSI).

Con la costituzione dell’Ordine Basiliano d’Italia nel 1579 l’edificio divenne uno dei maggiori cenobi della congregazione religiosa greco-ortodossa “uniate” (i cristiani, di rito bizantino, ritornati all’unione con Roma dallo scisma orientale).


38-Devastazioni_e_furtiDurante il XVII secolo subì devastazioni e furti da parte di bande di briganti ed è per questo motivo che venne completamente abbandonato con l’autorizzazione di Papa Alessandro VII, nel 1662, anno in cui, i monaci trasferirono le spoglie del santo e quelle dei due santi asceti Nicola ed Ambrogio, nel più grande Convento di San Giovanni Theristis il Nuovo, fuori le mura di Stilo, (attualmente residenza municipale).40-San_G._Th._ il_Nuovo_di_Stilo

Dal 1662 al 1800

Il monastero di “San Giovanni Theristis il Vecchio” viene così definitivamente abbandonato nel 1662 e in pochi secoli va in rovina, come tanti altri monasteri della ricca area culturale dello Stilaro. Ma non termina il suo potere sulle terre di sua proprietà, infatti:

41-FOTO _ANTICA42-FOTO _ANTICAColla traslazione del monastero entro Stilo, con la sua trasformazione in commendatario, esso continua a vivere di florida vita, attese le sue sempre laute rendite.
Queste nel sec. XVII ammontavano «a ducati 900, oltre il grano, olio e vino ed altre cose necessarie, ed il numero dei monaci di 1 accresciuto a 16 »,
«coll’assegnazione del noviziato. Per il commendatario rimasero allora «ducati 1300 ». (P. ORSI). 

Dal 1800 ad oggi

All’inizio del XIX secolo, in seguito alle leggi napoleoniche, che requisivano i beni ecclesiastici, il Monastero di San Giovanni Theristis divenne proprietà del demanio nel Comune di Bivongi.

44-Paolo_OrsiNegli anni venti del ‘900 il monastero fu scoperto, in mezzo alla folta vegetazione dell’epoca, dall’archeologo Paolo Orsi, che così ne parla:

«A settentrione di Stilo una catena di modica elevazione separa le due contigue e parallele vallate dello Stilaro e dell’Assi. A cavallo del valico che collegai due bacini e che dovette essere attraversato da una mulattiera assai malagevole ma altrettanto frequentata nei tempi di mezzo, sorgono le ruine di S. Giovanni vecchio, quasi all’altezza di Stilo, emergenti in mezzo a macchie di neri elci e di verdi querce, e cosÌ segregate dal mondo per la profonda vallata che ben pochi degli Stiletani le conoscono, e nessuno studioso dell’arte le aveva visitate. In questa chiusa e quasi mistica solitudine assai prima del sec. X sorse un umile monastero basiliano….» «….a tanto assurse la sua fama, da esser proclamato «caput monasterium ordinis S. Basilii in Calabria» 

48-Interno della navata senza il teto crollatoLa proprietà del Monastero passò poi a diversi privati cittadini, che lo adattarono ad uso agricolo. L’abbandono ed alcuni terremoti ne distrussero la navata, ma si salvò l’antica basilica quadrangolare e la parte principale dell’abside che, in quegli anni, venne utilizzata come stalla.

Nel 1965 fu “riscoperto” dall’allora sindaco di Bivongi Franco Ernesto, che si adoperò affinché il monastero ed il Katholicon fossero conosciuti e salvaguardati.

Gli eredi dell’ultimo proprietario lo donarono nel 1980 nuovamente al comune di Bivongi.

49-Restauro del 1990Nel 1990, nell’ambito dei lavori di restauro 
avviati dal Comune di Bivongi con finanziamenti regionali, la Soprintendenza Archeologica della Calabria ha condotto all’interno del complesso monastico di S. Giovanni Therestis uno scavo stratigrafico che in parte ha confermato la storia del monastero.

50-Ruderidel MonasteroTutto quello che rimaneva del monastero è stato ripristinato, abbandonando i vecchi ruderi della parte conventualee costruendo, accanto alla chiesa e più a valle, una nuova struttura e le celle dei monaci.52-Nuovo Monastero54-Affresco di San G. Th.Nel 1994 è stato affidato ai monaci greci del Sacro Monte Athos, che con la loro dedizione e pazienza hanno riaffermato il monachesimo greco-ortodosso in Calabria ricreando l’antico luogo sacro con nuove immagini e, grazie agli ultimi restauri effettuati, riscoprendo un antico affresco del Santo, sotto l’intonaco del coro sinistro.



55-PATRIARCA _BARTOLOMEO I _a_S.G.Th.Nel 2001 è stato visitato dal patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I.

Per vicende interne all’organizzazione della Metropolia greco-ortodossa, negli anni successivi, il Metropolita Gennadios Zervos ha allontanato i monaci ortodossi dal monastero e le chiavi, a causa della temporanea assenza dei monaci, nel mese di maggio del 2007, furono affidate di nuovo all’Amministrazione Comunale di Bivongi, che unilateralmente, con la delibera n. 18 del 2008, ha disposto la revoca della Concessione a causa della mancata custodia del bene, «l’incuria del verde avrebbe potuto favorire l’insorgere di incendi». La Metropolia Greco-Ortodossa è andata in appello contro questa sentenza, ma la vicenda si è conclusa con la perdita definitiva, da parte dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, della custodia del Monastero, il quale, con successiva delibera del Consiglio comunale di Bivongi, n. 19 del 5 luglio 2008, è stato oggetto dell’approvazione di una nuova convenzione con la Diocesi Ortodossa di Romania in Italia.

Nel 2008 il Consiglio Comunale ha dato in concessione per 99 anni tutto il complesso Monastico alla Chiesa Ortodossa Romena.

58-monasteroOra pellegrini dell’Europa dell’Est possono trovare conforto, sia tra le mura del ripristinato Monastero, che percorrendo i viali intorno ad esso, ammirando le montagne ricche di grotte, di eremi e le vallate che vi si affacciano con il silenzioso invito a rientrare in noi stessi per unirci ai pellegrini, che continuano a venire anche dalla Grecia.

Oggi, il monastero può essere visitato e si può partecipare alla celebrazione della Divina Liturgia secondo il rito ortodosso.

Pellegrini : vedi – Fabrizio Vanni _ Meridione – Pellegrini / Monastero – Scritti di altri

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BIBLIOGRAFIA :

Paolo ORSI: San Giovanni vecchio di Stilo

Luigi CUNSOLO: Storia di Stilo e del suo regio demanio. Dal secolo VII ai nostri giorni

Georg OSTROGORSKY: Storia dell’Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968.

Fulvio CALABRESE, Giorgio METASTASIO e Danilo FRANCO: I Bizantini e la vallata dello Stilaro: istituzioni ecclesiastiche e insediamenti monastici

Mario GALLINA: Bisanzio. Storia di un Impero (secoli IV-XIII), Collana Frcce, Carocci, Roma, Michael Angold: L’Impero bizantino (1025-1204). Una storia politica, Collana Nuovo Medioevo n.22, Liguori,1992

Francesco Antonio CUTERI, Maria Teresa IANNELLI: Da Stilida a Stilo. Prime annotazioni su forme e sequenze insediative in un’area campione calabrese. _ CAP III – Il Monastero di San Giovanni Theristis

Fabrizio VANNI _ Fabrizio Vanni – Centro Studi Romei, Firenze. Itinerari, motivazioni e status1 dei pellegrini pregiubilari. Riflessioni e ipotesi alla luce di fonti e testimonianze del e sul Meridione d’Italia.

Silvia RONCHEY:  Lo stato Bizantino, Torino, Einaudi, 2002.

Giorgio RAVEGNANI:  I Bizantini in Italia, Bologna, il Mulino, 2004.

Maria BETTETINI: Contro le immagini. Le radici dell’iconoclastia, Laterza, Roma-Bari, 2008.

Giorgio RAVAGNANI: Imperatori di Bisanzio, Bologna, Il Mulino, 2008.

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